Ecco una curiosa email inviata e ricevuta da Claudio Gregori, l'inviato gazzetta famoso per la forbice che usa nel scegliere la gamma di voti per i giocatori delle partite da lui seguite. Ora si spiegano molte cose... (Fu lui a dare l'1 a Rapaic nel gol di mano... è lui ogni domenica a dare cmq un sette a un giocatore della squadra che perde... 8 e 4 a volontà!)

 

NOSTRA E-MAIL
Inviato: domenica 23 marzo 2003 12.54
A: cgregori@gazzetta.it
Oggetto: I voti isterici

 

Salve,
sono un appassionato di fantacalcio, mi può togliere una curiosità? Su quale base lei affibbia 8 e 4 come fossero caramelle? Come mai non utilizza quasi mai mezzi voti? Come può dare un 8 a Guardiola (per esempio) per aver segnato un rigore ed aver disputato una partita discreta quando i suoi colleghi danno un 8 solo dopo una maestosa prestazione ricca di gol? E' a conoscenza del fatto che con i suoi giudizi viene deciso un concorso a premi della Gazzetta dello Sport?
A nome di molti lettori della Gazzetta nonchè appassionati di fantacalcio le chiedo cordialmente di rivedere il suo metro di valutazione troppo "isterico" a giudizio di tutti.
Cordiali saluti,
firma

RISPOSTA
From: Gregori Claudio
Sent: Monday, March 24, 2003 5:40 PM
Subject: R: I voti isterici


Caro amico,
quando vedo la partita sono assolutamente tranquillo. <Isterico> deriva da una parola greca che vuol dire <utero>: ha a che fare con le doglie. La rassicuro: io non le ho.
Le rispondo con una domanda. Ci sono dieci voti a disposizione: perché non usarli? Con dieci voti, i mezzi voti non servono. Capisco che Lei preferisce i farmacisti: quelli che esauriscono lo spettro dei voti tra i 5 e il 6 e si arrovellano per un 5,5 (può trovarli anche oggi sulla Gazzetta). Io non la penso così. Intendo usare tutti i voti a mia disposizione. Voglio dare al lettore una valutazione chiara (che è la Mia valutazione, esprime il Mio calcio: per questo c'è sotto la mia firma).
Credo anche sia un po' vigliacco non avere il coraggio di assumere posizione: se uno usa i voti dal 5 al 6, non sbaglia mai. Mi scriva il suo giudizio sulle pagelle di oggi dell'Inter, nel giorno in cui ha fallito un'occasione da scudetto. Le va bene così? Cinque giocatori sono sul 5,5, magicamente in bilico tra sufficienza e insufficienza, e io comprendo il travaglio tremendo di chi doveva metterli al sicuro sulla riva o lasciarli in balia della corrente lutulenta. Con animo da filantropo li ha messi a riva, ma con i piedi a bagno. Ma mi dica: per Lei tra il migliore e peggiore dell'Inter c'era solo un voto di differenza su dieci?
Dopo aver risposto a queste domande, deve convenire su una cosa: per dare i voti dall'1 al 10, o, come dice Lei, dal 4 all'8, ci vuole coraggio. Don Abbondio, travestito da giornalista, darebbe molti 5,5. In ogni caso, dopo 26 anni di carriera, Le confermo che è più facile non sbilanciarsi, non ti fai nemici i giocatori, non devi subire le telefonate offese dei procuratori, le lagne dei giocatori del Fantacalcio (non ti chiamano né scrivono mai se dai 5,5) e ripicche penose.
In ogni caso si rassicuri: i 4 e gli 8 non li do come caramelle. Prendiamo quelli di oggi. Fra Falcone, Vanoli, Nervo, i tre del 4, e Amoruso, 8, c'è una differenza: due gol e un assist, oltre ad una diversa partecipazione al gioco. Certo avrei potuto dare tre 5,5 e un 6. Le sembra una soluzione migliore? Tranquillo, non lo è.
Vede, quando ero matricola all'università, a 18 anni, dopo aver superato un test a Saronno, che era un po' una squadra-satellite del Milan, mi fu fissato un provino all'Arena di Milano con Rocco e Bergamasco: quel giorno però mi fissarono l'esame di analisi matematica, che per me, che venivo dal liceo classico, era cruciale. Ho preferito la matematica al calcio. Le ho raccontato questo aneddoto perché contiene due verità: 1. con una laurea in matematica, conosco i numeri; 2. ho giocato a calcio sia pure a basso livello ( col Bolzano in serie D, in ogni caso avevo superato anche un provino col Mantova, B, e ho avuto un'offerta dal Lanerossi Vicenza, A, ma ho deciso altrimenti). Conosco abbastanza il calcio (a Bolzano, ad esempio, ho avuto per pochi mesi un allenatore brasiliano, Augustine, e ho giocato la zona già negli anni Sessanta; ho seguito da inviato 5 edizioni dei mondiali; ho anche una buona biblioteca di calcio e, a differenza di molti colleghi, so cos'è il metodo e il sistema).
Naturalmente sbaglio anch'io. Più degli altri. So di non essere infallibile. Non sopravvaluto i miei voti. Ma ogni tanto ho dei riscontri sorprendenti: otto giorni fa a Brescia ho dato Guardiola migliore, poi l'altoparlante ha annunciato che i migliori della partita per i giornalisti erano Seric e Appiah; molti colleghi l'hanno vista diversamente; poi però Mazzone è venuto in sala-stampa e ha incominciato a parlare di Guardiola, un monologo.
Il voto esprime la mia impressione della partita. Però offro sempre delle motivazioni sui voti che assegno. Vorrei essere attaccato per le motivazioni, non per il voto, che è solo l'espressione aritmetica di quelle motivazioni..
Sopra Le parlavo della MIA VISIONE del calcio. I miei voti non sono legati solo al rendimento sul campo, ma anche ad altri valori. Io cerco di privilegiare:
1. la tecnica (Meghni ieri sul piano del rendimento valeva 6, ma ha mostrato talento, ha fatto un bel gol: andava incoraggiato)
2. il fair-play (alcuni colleghi considerano il fallo sistematico, in situazione di vantaggio, come un metodo <intelligente> ai fini della vittoria, io lo considero solo antisportivo e questo incide sui miei voti. Rapaic e Mancini, difensore dell'Ascoli, presero da me 1 per comportamenti gravemente antisportivi),
3.il peso nel gioco corale (l'8 a Guardiola: non certo per il rigore, non certo per i calci di punizione, visto che ne ha fallito tre da buona posizione. Ma ha fatto il direttore d'orchestra. E questo per me basta),
4. la prodezza (anche se incompiuta),
5. lo spirito d'iniziativa (ieri Zaccardo è stato penoso in difesa, ma ha spinto sulla fascia, è andato al cross: sono stato tentato di tirargli un 6, ma non si poteva. Un altro esempio è migliore: nel 4-4-2 di Del Neri i due esterni della difesa, Moro e Lanna, hanno due stili diversi; il primo difende e prende poche iniziative, il secondo spinge con vigore. Quando il Chievo gioca contro un attacco con una punta, Moro resta quasi inoperoso, mentre Lanna fa l'ala: se la situazione è questa Lanna di solito ha il voto migliore)
6. il gioco senza palla (a volte, per esempio, le punte si muovono bene, creano varchi, ma non vengono serviti: per me è difficile dare votacci a Cruz, una punta che fa il pressing sui difensori, che si muove su tutto l'arco dell'attacco, anche se poi non conclude).
7. e molte altre cose, ma non voglio farLe perdere tempo. Quindi CHIUDO.
Chiudo con una domanda. Non sarebbe più divertente il Fantacalcio se i giornalisti usassero uno SPETTRO PIU' AMPIO DI VOTI? Non ci sarebbe sempre la possibilità del capovolgimento clamoroso? Il campionato è diventato più divertente con i 3 punti in palio al posto di 2.
Quanto alla mia incidenza sul Fantacalcio, mi consideri come un fulmine o un meteorite o un terremoto che può cadere anche sulla testa altrui. O, magari, un folletto buono o un angelo (ci sarà pure qualcuno che ha vantaggio dagli 8 che do con regolarità! o contano solo i 4?). Le racconto un aneddoto: uno dei massimi giornalisti televisivi, di quelli che Lei vede alla domenica sera, nell'intervallo di una partita a Parma mi si avvicinò dicendomi: <Claudio come hai visto Crespo?>. Risposta: <Finora non l'ho visto>. Richiese: <Voto?>. Risposta: <Per ora 4>. Supplica sorridente: <Ce l'ho nel Fantacalcio. Mi raccomando dagli un voto in più>. Il voto finale è stato 4. Vede, ho al mio attivo ormai più di mille partite e non ho mai dato un voto per amicizia o per far felice un amico o un procuratore.
Caro amico, mi scriva quando vincerà al Fantacalcio per merito mio. E adesso...mi lasci rispondere agli altri. Con molti auguri
Claudio Gregori

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